Lo
sciatore tende a rompere le barriere concettuali dei nostri limiti e di chi
potenzialmente siamo come esseri umani. Le rotture delle barriere auto costruite,
e' una esperienza comune nello sciatore che per mantenere il suo gesto armonico
su discese, dossi, nevi e situazioni sempre diverse, e' costretto ad una
attitudine meditativa neutrale per adattarsi alla montagna e non lottare
contro di essa.
Lo
sciatore attiva il suo volere ricercando equilibrio nella costante precarieta'
d'equilibrio.
Trae
la sua attenzione dal gioco di curve intervalli, assorbimenti, piegamenti,
translazioni e distensioni, gioco che dura quanto piu' applica angoli alla
distanza che lo separa dalla valle, gioco che risulta estatico quanto piu'
e' intima la simbiosi con il sostegno della neve e la morfologia della montagna,
gioco che diviene meditazione quando coscientemente corpo mente e spirito
sfidano l'enorme forza di gravita' che li vorrebbe subito a valle.